Tour della Slovenia

Eccoci tornati e a questo giro parliamo di vacanze.

Avevo bisogno anch’io di ricaricare le batterie e visto che ho ancora tempo libero, ho deciso di dedicare la settimana del diario di viaggio per raccontarti del nostro giro in Slovenia, senza filtri, come mio solito. Però facendolo bene, tappa per tappa, nel caso ti andasse di farci un giro.

Quest’anno la scelta della meta ha seguito il mio criterio di ricerca standard quando siamo a corto di fantasia. Chiudo gli occhi, punto il dito a caso sulla mappa dell’Europa e trovo la destinazione. Faccio un itinerario in un paio di giorni con tutte le varie tappe e una stima dei tempi, mentre Eleonora controlla cosa visitare in ogni luogo. Tempo una settimana, si caricano le valigie sulla Panda e si parte con la tenda. Guida, monta, smonta, riusciamo sempre a farci una vacanza tra boschi, laghi, mare e luoghi che manco immaginavamo potessero esistere.

Noi siamo partiti da Torino, facendo una pausa di intermezzo a Padova per l’andata e un paio di giorni sul lago d’Iseo sulla via del ritorno.


Curiosità che scopri quando arrivi


Dopo aver fatto la vignetta Online, che è comodissima dal sito ufficiale della Dars autostrade, costa poco e ti permette di andare avanti e indietro per tutta la nazione. Ti racconto le cose che non trovi scritte sul web.

Non fidarti di Google e della sua eccezionale ricerca con intelligenza artificiale. Raccoglie informazioni da vari blog, di quelli che pubblicano a forza per far soldi in pubblicità e in questi paesi non ci sono mai stati, sparando una serie di fregnacce che creano non poche difficoltà al turista.

Prima cosa in ricerca, ti dirà di stare attento alla super rigidità del codice stradale. Multe ad ogni minima infrazione. Rispetto massimo per i pedoni che attraversano sulle strisce e cose così. Quindi tu parti con l’ansia di attraversare per sbaglio con il rosso, per poi scoprire quando arrivi il motivo di tanta fermezza.

L’autista medio sloveno sembra che covi nel cassetto il sogno di morire al volante. Del tipo che se chiedi ironicamente a Chatgpt “come mai guidano così male?” -e te la definisce guida decisa - è nella realtà, un’insieme di corse folli su strade a serpentina dell’entroterra sloveno, in cui i mattacchioni sorpassano senza rispettare le linee continue di fronte a curve cieche. Elastiche intromissioni in stretti passaggi autostradali e in assenza di strisce pedonali, la netta convinzione di avere la precedenza su tutti. Anche nelle strade interne dei campeggi, dove ignari turisti mezzi addormentati rischiano l’effetto sogliola mentre cercano di andare al cesso. Spiegato anche il motivo perché cui in molti paesi le rotonde sono blindate a doppia corsia.

Però spiegato il problema, compresa la necessità delle contromisure. Che in ogni caso non sembrano venire rispettate. Infatti ci siamo trovati spesso in mezzo a code per incidenti.

Se ami i viaggi in moto o il ciclismo, da attraversare è molto interessante. Ci sono tantissime strade montane. L’unico consiglio è di non viaggiare in stormo come sono soliti alcuni, ma essere molto saldi nel perseguire la fila indiana. Perché anche in quel caso, gli autisti non si fanno molti problemi a scavallare la corsia opposta vendendoli come un’unica entità.

La Slovenia è piccola. Poco più piccola di una regione come la Lombardia, per intenderci. Quindi la si visita in fretta e sulle attrazioni viene effettuato un po’ di ricamo. Ad esempio, un palo con una luce viene definito il famoso faro sul lungomare da vedere assolutamente, e cose così.

Ogni luogo che vuoi visitare, devi lasciare il soldino. Di fronte ad ogni luogo turistico, anche al parcheggio devi lasciare il soldino. E se sei pigro come la maggior parte dei turisti, per l’autobus o la navetta, se non vuoi consumare le scarpe, devi lasciare il soldino.

"Chi siete? Cosa fate? Cosa portate? Sì, ma quanti siete? Un fiorino!"

Per farti capire la sensazione. Però il paese è abile nel sfruttare al meglio le sue risorse turistiche. Fuori da quello i prezzi sono molto calmierati.

L’altro grosso difetto sono le informazioni da acquisire. Internet dice una cosa, nella realtà arrivi e ne trovi una diversa. Un prezzo, il tempo di sosta del parcheggio, numeri cambiati a mano sul tabellone quando ti trovi di fronte ad un’attrazione. Attenzione, non intendo dire esplicitamente da parte dell’ente turismo. Intendo un po’ variegato tra siti, forum e informazioni rapide che cambiano in base alla stagione. Se sei abituato a viaggiare e di cose ne hai viste, alla fine fai una valutazione del costo e proposta e hai le capacità per tirare le somme. Maggiore difficoltà la trova il turista che decide di vistare solo una tappa.

Noi abbiamo visitato la parte Ovest della Slovenia, entrando da Gorizia per uscire da Trieste. Vado con il giro reale che abbiamo tracciato.


Top del top - le Grotte di Postumia


L’attrazione principale di tutta la Slovenia e che vale davvero il costo del biglietto di ben 35 euro. Anche qui. Parcheggio a pagamento, ma se hai pazienza e vai un po’ prima (almeno mezz’ora o più prima dell’orario di prenotazione) c’è un parcheggio sterrato gratuito appena entri in paese a cinquecento metri a piedi.

Se ti organizzi ad inizio giornata, riesci anche a vederti il Castello di Predjama, nel pomeriggio o viceversa. Noi non siamo riusciti per questioni di tempo. Il costo del tour accoppiato veniva sui 50 euro. Se cicchi l’orario, il biglietto non te lo rimborsano, al massimo puoi cambiare l’ora della visita tipo Trenitalia.

Le grotte sono uno spettacolo della natura. Nel prezzo del biglietto è compresa la visita guidata in lingua. Vai dentro con il trenino che ti porta dritto nella pancia della grotta e sembra di stare dentro una balena di pietra, un canyon chiuso di una grandezza inaudita. All’interno ho davvero provato la sensazione del Sublime. Quell’emozione da non riuscire a descrivere a parole e le cui immagini non rendono giustizia. E’ da visitare e da vedere con i propri occhi. Fai prima a dare un’occhiata direttamente sul sito ufficiale. In ogni caso se vai, ricordati di non toccare nulla delle pareti. La roccia calcarea appena viene a contatto con qualcosa, perde la lucidità e torna ad essere, un normale e banale pietrone. Facciamo in modo che possano essere preservate il più a lungo possibile.

Avvertenza: Dentro ci sono 8 gradi tutto l’anno.

Non: più o meno ci sono 8 gradi, ma la temperatura può variare.

E’ una temperatura invernale. Che vuol dire che se anche fuori dalla grotta ci sono 36 gradi, dentro comunque ce ne sono 8 e la visita dura circa un’ora. Il trenino non ha i vetri, ma è più simile ai vagoncini delle montagne russe, quindi si gela.

Ti devi portare, come consigliato sul sito: Scarpe adatte, pantaloni lunghi, la felpa e pure la giacca. Ne abbiamo visti tanti che entravano in infradito, con solo una magliettina pensando: “Va che mi prendo un po’ di fresco!”.

Poi all’uscita correvano alla velocità della luce verso i bagni a chiappe strette.

Tu ci gireresti d’inverno con le infradito? Io non credo. Quindi portati tutto. Ai bagni, sotto l’ingresso delle grotte, ci sono gli armadietti dove puoi cambiarti e lasciare le cose dentro. A differenza di quello che c’è scritto sul sito, puoi portare dentro le grotte anche lo zaino. In ogni caso copriti che non ha senso rovinarsi la vacanza per fare i fighi o aver reinterpretato i bugiardini.


Non tanto distante sono presenti anche le Grotte di S.Canziano, dove puoi visitare le grotte con il fiume che le attraversa. Sito ufficiale. Noi non siamo riusciti, perché era da effettuare la prenotazione almeno tre o quattro giorni di anticipo e ci muoviamo sempre a braccio durante il viaggio.


La capitale


Lubiana è piccolina e molto accogliente. Il centro turistico è caratteristico e si gira bene in tutta tranquillità.

Il parcheggio è diviso in varie fasce di prezzo che cambiano in base alla distanza dal centro. Se anche in questo contesto, sopporti cinquecento metri di camminata extra, spendi il minimo sindacale. Noi siamo addirittura riusciti a trovare un parcheggio gratuito, che però non si distingue da quelli a pagamento. Abbiamo chiesto a un locale e abbiamo incrociato le dita che dicesse la verità. Perché a quanto pare, neanche loro sanno esattamente le differenze, ma andando a libera interpretazione, aveva ragione.

Tutto il centro è decorato di fantastiche bancarelle organizzate dal comune, dove puoi trovare una varietà infinita di artigiani ( forse però solo di Sabato e Domenica da quel che ho capito). Offrono un bellissimo intrattenimento sia sulla passeggiata lungo fiume che nella zona del porticato centrale. Anche la parte del mercato coperto e del mercato centrale con frutta e verdura, alimentari e così via era davvero suggestiva.

La città in sé da vedere è un coccola, tenuta benissimo e servita di bagni gratuiti sotto i ponti principale. La visita ai ponti cittadini che collegano il centro, tra cui il famoso triponte e la visita al castello sono una tappa obbligata.

Il castello nello specifico, se fai il biglietto, ti permette di avere una bellissima panoramica sull’intera città direttamente dalla torre principale. L’interno non è stato proprio mantenuto della serie visita rurale, ma riallestito con una serie di mostre e musei, tra cui la storia della Slovenia. Consiglio di farsi la passeggiata, anche in questo caso per salire al maniero a piedi passando dai giardini. C’è anche la funivia, ma impieghi più tempo a fare la coda, rispetto a una sana sudata da dieci minuti.

Attenzione: Pausa bagno prima della visita al castello, perché all’interno è a pagamento, se non hai fatto il biglietto. In più il percorso è segmentato, non bello ordinato. Dei bagni ci sono in alcune delle varie sale, ma potresti non trovarli in tempo, si sono impegnati a tenerli abilmente nascosti. In compenso fontanella dell’acqua gratuita nel cortile del castello.

Infine Eleonora mi ha trascinato nella parte segreta, underground di Lubiana, Metelkova Mesto, “un ex complesso militare jugoslavo oggi trasformato in un vivace centro culturale autogestito, una galleria a cielo aperto dove artisti locali e internazionali hanno espresso la loro arte.” Così viene definita.

Se ti piace il genere, è effettivamente affascinante come piccolo ritaglio extra turistico. Uno di quei luoghi occupati, pieni di murales e arte strana, in cui appena arrivati ci è stato chiesto dallo spaccino locale se volevamo qualcosa. Svoltato l’angolo per puro caso, abbiamo trovato una camionetta della polizia con cinque o sei agenti che discutevano animatamente con la tribù del luogo. Ha il suo fascino rude e anarchico, ma lo sconsiglio se si cerca l’esperienza soft da cartolina.


Un po’ di fresco tra lago e montagna


Qui abbiamo incominciato ad essere combattuti sul concetto di vacanza turistica.

La zona del lago di Bled è in assoluto la più costosa della Slovenia. Sembra di dover pagare anche l’aria che respiri. Abbiamo trovato posto nel campeggio per famiglie più caro che potessi trovare, visto che sembrava bello spazioso e avevamo l’ansia che non ci fosse posto, passando la prima giornata a Sobec ricordandoci che eravamo in vacanza e di non guardare troppo i prezzi. Però al suo interno avevi qualunque tipo di svago ricreativo, più laghetto privato per fare il bagno, che giustificava il prezzo di 27,50 a persona in altissima stagione.

Il lago è molto bello. Conviene raggiungerlo in bicicletta o a piedi se si ha posteggiato fuori dal paese, visto che dalle 9 del mattino, almeno in estate, si crea una coda che dura minimo mezz’ora per arrivare al lago. Sia per entrare che per uscire.

E’ possibile fare il bagno nella spiaggia libera di fronte al campeggio Bled. La passeggiata attorno al lago dura un’oretta più o meno, e ti permette di vedere l’isolotto da ogni punto di vista. C’è anche la visita alla chiesetta tramite battello che ti porta direttamente sull’isola, ma l’abbiamo glissata, così come la visita al castello che affacciava sul panorama, dato che il prezzo era di 19 euro a persona per una bella vista.

Davvero di valore da vedere invece, facendo la strada per andare su fino al Castello, la chiesa di San Martino. Uno spettacolo. E’ stata affrescata dal pittore Slavko Pengov, in stile realismo monumentale novecentesco. Tagli superbi con prospettive stile fumetto e un uso sapiente della luce a dir poco magistrale. Sarei rimasto dentro tutta la giornata. Ed essendo una chiesa parrocchiale è gratuita. Grazie al cielo.

Puoi visitare anche le Gole di Vintgar, non molto lontane, ma per una passeggiata di mezz’ora a 15 euro, noi abbiamo preferito investirli in birra.

Vale invece fare una gita a Slap Perinick, la cascata più bella della Slovenia. Quando ci sei sotto, sembra ti stia piovendo in testa, è davvero un’esperienza particolare.

Ti spiego il percorso perché ho fatto fatica a tracciarlo. Si parte da Mojstrana e consiglio di parcheggiare il più vicino possibile all’inizio della camminata, dato che ogni parcheggio ha prezzo orario diverso e non abbiamo capito per quale logica, quello più lontano non vuol dire che sia necessariamente il più economico.

Puoi andare su a piedi, con un’oretta di camminata fino alla cascata per poi continuare fino Aljažev dom, con un’altra oretta che ti porta all’inizio delle camminate per andare su al Monte Tricorno. Già da lì hai la possibilità di godere di un affaccio sulla vallata dal basso e vale la sudata. I percorsi per arrivare in cima invece erano segnati con un tempo di sei ore e mezza per salire, necessari cordami e caschetti da arrampicata. Solo per veri escalatori.

Ovviamente, essendo tutto puramente turistico, ci sono i servizi navetta e trovi anche in questo contesto, allegri burloni che visitano la montagna con le ciabatte e le infradito. Gente che nemmeno si porta le bottigliette d’acqua, dando per scontato di trovare ogni tipo di servizio.

Qui cominci a chiederti se bisognerebbe mettere dei paletti nel rendere i luoghi naturali dei punti turistici. Forse sarebbe meglio limitare l’accesso solo a chi ha la logica di rispettare il luogo e affrontarlo come una montagna, non una scampagnata da selfie.


- Mare, mare e ancora mare -


Bele skale beach. Il luogo che ci ha portato via una pezzetto di cuore.

Eravamo partiti con l’idea di fermarci due o tre giorni al campeggio Belvedere, costruito proprio di fronte a questa spiaggia, di cui non sapevamo nemmeno l’esistenza, con l’idea di visitare da lì, Izola, Pirano, Capodistria e Portorose.

Alla fine abbiamo fatto i nostri giretti del mattino tra i paeselli, consiglio di visitare Pirano come città caratteristica tra quelle costiere se hai poco tempo, che rimane la più carina in stile marinaro.

Invece il pomeriggio è stato dedicato interamente a questa bellissima spiaggia di ciottoli e sassi. Per arrivarci devi fare una passeggiata da dieci minuti su scalini di roccia piantonati con i chiodi, ma quando arrivi trovi una caletta privata lunga lunga. Isolata da tutto. Non serve nemmeno portare l’ombrellone, visto che l’ombra arriva in maniera naturale dalla collina. Il mare è trasparente, puoi vedere tutto il fondale pieno di molluschi che coprono le rocce. La sera l’acqua sale e si trasforma in una lingua di terra da cui vedere il lungomare fino a Trieste.

Sulla passeggiata per arrivarci ci sono due punti panoramici dove puoi piantonarti a guardare le stelle e le luci delle città che si riflettono nel mare.

Fatto sta che si siamo fermati cinque giorni, e perfino a me che il mare non fa impazzire, è stata un’esperienza indimenticabile.

Avvertenza: la spiaggia è solo sassi. Di quelle che non è lei che si adatta a te, ma tu che ti devi adattare a lei. Quindi conviene portarsi anche una stuoina o una di quelle sdraiette stile francese per il lago, così se vuoi fare un pisolino non ti svegli con dolori in ogni dove. In alternativa ti tocca dormire con un sasso come cuscino come faceva S. Francesco.


Da qui poi siamo tornati verso l’Italia. Non sono entrato troppo nei dettagli stile guida turistica, anche perché sinceramente, come dichiarato fin dall’inizio, alcuni paesi vai e le cose da vedere sono tutte attaccate, dette e ridette. Non è che c’è tanto da ricamarci sopra.


A caccia di schifezze


Andiamo sulla parte preferita da noi italiani. Cibo.

Premessa. Io credo nella cultura del cibo locale come quello che trovi tra supermercato, mercati e panetterie. Non solo perché siamo campeggiatori e alla fine la spesa ci tocca farla. Mi piace provare ciò che mangia solitamente chi ci vive tutto l’anno.

Siamo rimasti su cibi freschi, anche perché 36 gradi si sentono e mangiare zupponi e stufati, non ci sembrava l’idea del secolo.

Per i salati estivi: In Slovenia cucinano tanto con stratificazioni di pasta sfoglia. Abbiamo provato i famosi Štruklji, questi rotolini di pasta ripieni delle fantasie più variegate, dalla carne, a ricotta e dragoncello, papavero, chi più ne ha più ne metta, ricoperti con una salsa di crosta di pane tostata molto interessante. Piacevoli, ma io consiglio di fare un salto in panetteria a cercare la Mensi Burek , ossia il tortino di carne macinata. Una roba da mozzare il fiato, anche per la sostanziosa presenza di aglio. Però veramente saporita e con la giusta dose di unto, che attraversa due sacchetti di carta.

Se tieni il coraggio, al supermercato trovi varie scatolette di fegato di maiale macinato e tipologie varie. Non sgranare gli occhi. Per loro è un cibo tradizionale quanto da noi la classica Simmenthal. Sembrano le scatolette del cibo per cani viste da fuori, ma se superi un attimo i pregiudizi, ti rendi conto che sono solo imbustate come gli yogurt o le scatole dei fruttini. O forse il problema è che dai al tuo gatto cibo in una confezione troppo elaborata.

Sono abbastanza tipiche e fanno parte della dieta locale. A me non sono spiaciute spalmate sul pane. Sembra un formaggino gusto carne. Ho provato sia pollo che maiale. Devo dire che è imbarazzante che quella di pollo sembrava la stessa versione di un affettato di pollame. Quindi direi che ci offrono la stessa brodaglia in formati diversi a seconda della nostra cultura. Ci dovremmo riflettere sopra.

Per i dolci: la Torta di Bled (Kremna rezina) è buona, un mattoncino da 7x7x7 con strati di crema pasticciera coperti da una sfoglia di pasta croccante. E’ l’equivalente del nostro Tiramisù, lo trovi ovunque e in effetti te ne mangeresti una decina di porzioni una dietro l’altra. In Pasticceria invece puoi trovare infinite varietà di Briosche ripiene di marmellate e semi di papavero dal sapore delicato e ricoperte di zucchero a velo, in grado di farti svegliare bene e macinare con energia la giornata.

Se sei un’amante delle schifezze, visita il settore banane ricoperte di cioccolato che trovi in ogni supermercato. Sono la cosa più chimica che ci sia, dove il sapore di banana è diventato una sorta di lontano ricordo, sostituito da una dose di zucchero aromatizzato per portare il risultati del tuo colesterolo su in alto, sopra le stelle.

Da bere: La parte interessante. Noi siamo andati sotto di Radler Grenivka, una sorta di panaché al gusto pompelmo rosa, leggera e dissetante e sidro di mele della Somersby, che trovi praticamente ovunque, e che producono anche in versioni con vari frutti per ottenere gli effetti del vino bianco frizzante e del rosè. Per gente come me che il vino fatica digerirlo, erano una valida alternativa gustosa e rinfrescante.


Ricordi e riflessioni da portare a casa


Sei arrivato fin qui e penserai, il blog di viaggio più inutile che io abbia mai letto. E poi come mai questo tipo è fissato con i parcheggi gratuiti? Su questo siamo d’accordo. Io di solito parlo di artigianato, ma mi faceva piacere condividere la mia vacanza come diario di viaggio. Chissà, da spunti di riflessione o altro. Non saprei. Nella realtà dell’uomo comune che fa le ferie, è impossibile visitare tutto, assaggiare ogni ghiottoneria e al contempo essere degli esperti di viaggio, di vino e di chi più ne ha più ne metta. Quindi era il mio strano esperimento di blog vacanziero come meglio mi è riuscito. Ti lascio i miei consigli.


  • Quando fai una ricerca oggi, anche per visitare un luogo turistico o un campeggio, chiedi alla tua IA di fiducia di spulciare i forum per trovare le vere informazioni utili o in diretta tutte le recensioni. Se lavora bene, trova anche in diretta i listini prezzi che rimangono nascosti in quattordici schede e sotto schede in lingua straniera, dato che spesso il sito non carica o non si riesce a tradurre.

  • Se in Italia trovi un supermercato ovunque ti giri, in Slovenia sono tutti accorpati tipo isole felici fuori dal centro città, quindi se ne trovi uno, sai che ci sono anche tutti gli altri.

  • Dato il costo crescente della vita, ci si chiede se il campeggio stia diventando una scelta e non un piacere nell’avere la possibilità di muoversi agilmente. Abbiamo visto famiglie portarsi dietro le macchinette del caffè con cialde, ventilatori e una signora si era portata dietro perfino un puff, una lampada a stelo e una friggitrice ad aria.

  • Puoi fare mille foto a caso, ma non riflettono la realtà unica e le sensazioni che provi in quel momento guardandole. Alcune cose goditele per fare in modo che rimangano solo tue.

  • Lo ripeto ancora una volta se non si è capito. Le infradito non vanno bene per tutto. A questo punto meglio sandali con calzini. Neri per carità.

  • Ti faccio presente che le stalagmiti, crescono di un millimetro all’anno in media, che vuol dire che nell’arco di trent’anni vanno su di tre centimetri. Ricordatelo quando ti sembra di aver combinato poco in un anno della tua vita e stai a lamentartene rompendo le balle a tutto il vicinato.


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Bene. Spero per te sia stato uno strano e piacevole intermezzo dalla mia classica newsletter. Settimana prossima torniamo con i racconti dalla bancarella.

Alla prossima

- Stefano

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