#05 La Forbice e l’IA
Due strumenti. Due comportamenti completamente diversi. Costruzione di un sito per l’artigianato unendo analogico e digitale.
Eccoci al quinto Capitolo della rubrica dell’ingegno.
Ho dovuto aspettare, perché l’IA sta diventando un argomento più complesso e delicato del previsto.
Premessa. Per quanto io adori creare tutto quanto sia nelle mie facoltà rigorosamente a mano, dai miei modelli, alla scrittura, alle vignette che caratterizzano il mio BLOG, l’IA è uno strumento che ho imparato ad utilizzare ad inizio anno. Semplicemente, non mi andava di applicarlo nel mio lavoro perché non avevo ancora trovato un uso adeguato che le permettesse di convivere con il mio progetto, rispetto all’utilizzo per rapidità e disperazione caratterizzato nell’uso dei social.
Due settimane fa stavo chiacchierando con mio fratello, e ho deciso di fare un tentativo e usarlo per ricostruire da zero il mio sito internet, che ha valore puramente esplicativo, facendo pieno uso dell’IA all’interno della costruzione e rielaborazione immagini fondendo i miei gioielli e il digitale in filone narrativo unico.
FUORIEPOCAOggi trovi più parte tecniche, meno racconto. Se hai dato una sbirciata al sito, andiamo per ordine affrontando tre punti.
Ragionamenti - Costruzione del Sito - Corretto (si spera) utilizzo dell’IA
Ragionamenti
L’IA fa schifo. L’IA è una benedizione.
In questo momento siamo di fronte a due schieramenti opposti. Chi odia l’IA e chi la ama. Bene, fin qui niente di nuovo.
Ora affrontiamo le reali scale di grigio che vivono nel mezzo.
La maggior parte delle persone, non ha una reale esperienza educativa e visiva per riconoscere cosa sia stato creato digitalmente o sia reale. Questo è un nostro pensiero personale. Della serie. Io lo vedo, quindi lo vedranno anche tutti gli altri.
Purtroppo la realtà è ben diversa. Negli ultimi anni stiamo categorizzando le persone dividendoli in schieramenti. Pensiamo che chi compri artigianato non sia lo stesso cliente che acquista su Amazon o Temu e viceversa. Brutalmente, questo è un pensiero filosofico che stiamo idealizzando per ipotizzare un nostro cliente tipo: raffinato, elegante, amante di tutto quello che è il fare lento.
La realtà risulta spesso più semplice. Mi piace, me ne innamoro, lo vedo, lo compro. Il resto sono mille sfumature alimentate da altrettanti racconti creati per rinforzare ideali narrativi che giustificano la nostra posizione.
Non è una critica. E’ un modo per chiarire che per quanto io sia fermamente convinto che la persona che ho di fronte sia educata all’artigianato, non significa che quell’individuo sia effettivamente un ecologista, un amante dei libri, o che non guidi una BMW alimentata ad olio di Balena. Nel quotidiano, sia una figura differente da come l’avevo disegnata nella mia testa.
In breve, per quanto si stia creando nell’immaginario collettivo due fazioni opposte, totalmente analogico contro digitalizzato, credo che la maggior parte della gente viva nel centro, ciondolando da una parte all’altra dove sia più conveniente accomodarsi.
Dati questi fattori. Chiariamo quale sia il risultato di questa scelta grafica e stilistica.
La terminologia: Handmade e Artigianato non comunicano la stessa cosa.
Handmade vuol dire fatto a mano. Realizzato in casa. Fatto da una persona comune.
Artigianato, come già spiegato nel primo capitolo della mia rubrica, rappresenta l’eccellenza.
Artigianato fisico e artigianato digitale sono due facce della stessa medaglia. Saper utilizzare una forma, una visione e un canale. Scrivere a mano su un foglio, fare foto direttamente sulla parete di casa, non sta necessariamente mandando il messaggio che tu abbia deciso di non sfruttare un mezzo digitale. Può invece sottolineare incapacità di mezzi. Incapacità nell’utilizzo della tecnologia. Questa è la difficoltà principale nel trovare un giusto equilibrio nel mondo digitale contemporaneo.
Sono partito da questo principio.
So usare la tecnologia. So usare le grafiche. So realizzare un lavoro creando una struttura dove non sai se un’immagine è stata solo posterizzata con Photoshop o ricreata per intero dall’intelligenza artificiale.
Perché usare Photoshop oggi è accettabile, giusto? Rappresenta l’artigiano digitale, anche se è stato recriminato per dieci anni da pittori e illustratori provvisti solo di carta e inchiostro. Guardiamo quanto questo limite comincia a diventare sfocato oggi, in ogni contesto che affrontiamo.
Di conseguenza, perché il mio sito, che ha la potenza per raggiungerti direttamente nei tuoi momenti più intimi - sul divano, nel letto, sulla tazza del Water - deve essere composto da foto sfortunate, condite di luce pessima e qualità mediocre? Per quale motivo dovrei tentare di costruire un set cinematografico in casa, che risulti casalingo, ma non troppo costruito. Questo stile si sposa davvero con il mio progetto?
Inoltre affrontiamo come nel mio caso, la grande difficoltà di un prodotto nuovo. Vero, nessuna concorrenza al momento, eppure una grandissima difficoltà nell’essere accettato. Perché quando qualcosa è un effettiva novità, il cervello fatica a metabolizzarla. Capire dove deve essere inserita. Abbinarla al proprio guardaroba. Ragionare se è una rappresentazione della nostra personalità o solo una cosa diversa, di passaggio.
La mia risposta si è risolta rivolgendomi al contesto.
I miei gioielli nati dalla scenografia, hanno molte difficoltà nella resa fotografica. Vari effetti metallici che cambiano intensità con la luce, molte carte grafiche. Uno strato protettivo lucido che spicca al minimo movimento dell’obbiettivo. Ma hanno un pregio. Uno stile che si abbina alle illustrazioni grafiche di pantoni ed inchiostro. Sottili linee nere di divisione e contorno che esaltano i colori, creati durante la lavorazione.
Allora perché non utilizzare questa qualità e abbinarla al digitale? Dichiaratamente. Con un confronto tra modello reale e IA. Lasciando spazio al contesto per raccontarti quale ambiente ho immaginato durante la progettazione, che tu non saresti in grado di visualizzare in maniera autonoma.

Ecco. Il mio nuovo sito sperimentale è nato così. Da una parte una rivelazione, dall’altra un tentativo per affrontare questo nuovo viaggio in maniera alternativa. Per avere accesso al mondo dell’internet, con pochi mezzi e tanto ingegno.
La parte affascinante, nel mio caso, è che il prodotto è un’illusione fisica di un modello in carta che imita altri materiali, che a sua volta diventa un’illusione nello schermo in un contesto digitalizzato, il cui il prodotto sembra anch’esso inventato da un generatore di immagini. E’ controproducente lo so, ma è il mio mondo e per questo lo adoro.
Costruzione del sito
Questo è il primo articolo, dove non esprimo solo un ragionamento, ma ti offro una soluzione e uno strumento aggiuntivo. Questa parte potrebbe interessarti, se sei da sol3, senza risorse e cerchi uno spazio vetrina Slim, pratico ed efficace. (In caso non ti serva, saltala).
Per ricostruire l’asset del sito ho impiegato un paio di giorni, ma dovresti riuscire a realizzarl3 da zero stando largo e senza particolari conoscenze pregresse in una settimana. Tieni conto che il mio sito è una vetrina, non un e-commerce, anche se può essere ampliato in un secondo momento.
Un invasato dell’era IA oggi ti dirà di far costruire tutto con l’intelligenza artificiale, ma lo sconsiglio se si vuole avere un minimo di controllo, dato che tu non capisci nulla di programmazione (nemmeno io) e chi ospita i siti ha dei servizi interni che ti salvaguardano da non pochi problemi.
Le uniche due piattaforme gratuite per ospitare un sito statico, tra quelle che ho trovato sono GOOGLE SITES e SUM UP STORE. Gratuite nel senso che per collegare il tuo dominio personale o lanciarle online, il sistema non ti chiede abbonamenti e quote di pagamento una tantum.
Google sites va benissimo per creare il classico Portfolio Online. Sum UP invece, integra il suo sistema di e-commerce, ti ospita gratuitamente e prende solo una commissione del 2,5% sulla transazione effettiva. In teoria, non trovi di meglio a livello pratico ed economico. SHOPIFY richiede un abbonamento annuale, mentre altri siti di vendita online hanno commissioni o servizi di ADS (pubblicità interna) per scalare in visibilità, ad esempio ETSY.
Tieni conto che se vuoi vendere online, devi comunque investire soldi in ADS, tramite pubblicità META, Google e altri canali, quindi non arriverà mai traffico sul tuo sito a meno che tu non diriga l’utente manualmente, come nel mio caso, tramite biglietto da visita da una bancarella. Oppure non fai un reel virale. Ma ricorda, la viralità, dura poco e non vuol dire che faccia necessariamente cassa.
QUELLO CHE HO FATTO IO
Come detto prima, lo uso come una vetrina. Il mio obiettivo è che chi passa davanti alla bancarella, prenda il bigliettino, visiti il sito e pensi:
“Cazzo, che figo. Questo ci sa fare.”
Fine.
Io ho costruito il sito appoggiandomi a Sum UP per motivi grafici, uso dei banner e caselle di testo.
Non permette di avere la stessa qualità di servizi delle piattaforme dedicate all’e-commerce quali SHOPIFY e similari, ma tendenzialmente, ho notato che la maggior parte delle persone paga un servizio e non utilizza le funzionalità potenziate, quindi per partire da zero, dovrebbe essere sufficiente.
L’interfaccia DRAG AND DROP è comoda. Se non conosci la terminologia, è l’interfaccia che ti permette di trascinare, scrivere e modificare il sito, senza dover digitare personalmente il codice.
Come ho agito.
Per rielaborare il sito, ho studiato il comportamento dell’utente social del 2026.
Come per la realizzazione di Priscilla, ho tolto tutto quello che mi sembrava inutile. Ho creato un’unica schermata da scrolling con Banner alternati (schede) di scorrimento immagini. Divise per categoria. Ho eliminato la scheda prodotti e ricerca, lasciando un’unica interfaccia unificata. Ho ricreato un classico feed Instagram con caroselli.
Quindi se prima avevo una pagina HOME, ABOUT ME, DATE ED EVENTI, CATALOGO e FAQ utili, ognuno composto da tre minuti di lettura, oggi ho condensato tutto in una schermata User friendly a prova di monello digitale. Nessuna dispersione, solo frasi brevi ed efficaci.
Per le domande informative, ho elaborato delle grafiche con uno scambio di messaggi in stile WHATSAPP, metodo di lettura più usato per l’utente medio. Oggi la maggior parte delle persone tende a non leggere. Il tempo medio di lettura del sito era di 1 minuto e 5 secondi in totale, quindi ho riassunto per un’attenzione relativa a quel tempo utile.
All’interno di quel lasso di tempo, trovi tutte le informazioni essenziali relative al mio progetto. Ti fai un’idea della tecnica, di come mi muovo su Torino se non hai notato Priscilla dal vivo, le date del mese per raggiungermi in giornata. Sfruttando quel lasso di tempo da quando lasci il banco, inquadri il QR CODE e gli dedichi qualche attimo di attenzione durante una passeggiata.
Tutto per lasciare nel cervello una traccia positiva, moderna e tecnologica.
Il mio consiglio non è: Devi costruirlo seguendo questo schema. Ti sto proponendo la possibilità di agire in un ambiente nuovo, in maniera quasi gratuita (se compri un dominio da abbinare, lo devi pagare annualmente), lasciandoti anche spazio di manovra da ampliare successivamente.
Se ti interessa questo sistema. i consigli utili:
Crea le immagini formato 3:2, con focus dell’immagine al centro contenuto in un quadrato, così risolvi la modalità Desktop e Mobile in un colpo solo, senza impazzire.
Anche se non sei pratico di programmi digitali, puoi usare CANVA gratuito per creare immagini, scritte o altro. O chiedere direttamente alla tua IA (ma deve essere ben fatto se no fa schifo, ci arriviamo dopo). Puoi anche appoggiarti a programmi per la pulizia dello sfondo immagini. Dipende dalle tue capacità. Nel caso esistono molte App gratuite per fare dei tentativi.
L’editore del sito offre anche caselle aggiuntive dedicate all’inserimento video (non eccezionali) o integrazioni delle recensioni tramite Google. Che non è male se sei già un attività avviata. Inoltre tieni presente che appoggiandoti a Sum UP, la parte relativa a Cookie banner è integrata dalla piattaforma, così come il certificato SSL (relativo al dominio del sito). L’unica cosa che devi impostare sono le regole dell’informativa sulla Privacy e i termini legali. Nulla che il tuo ChatGPT di fiducia, se ne hai uno, non possa risolvere per un sito statico.
Non per fare pubblicità a SUM UP STORE, che non me ne viene in tasca niente, ma anche se hai già un sito personale, puoi usarlo semplicemente per la vendita online collegandolo con un link. In questa maniera sei tutelato per le transazioni.
Puoi anche partire da Google sites, che è relativamente più semplice e collegarli in due momenti separati.
INOLTRE:
Se un domani, davvero vuoi avere il tuo sito indipendente, oggi con un Piano IA potenziato, basta che tu gli chieda di ricostruire il sito prendendo riferimento da quello che hai già e realizzarlo in maniera autonoma. Le difficoltà emergono nel momento in cui devi pagare altri sistemi, tra cui web hosting, sistemi di pagamento integrati per e-commerce e così via.
Inoltre, come detto precedentemente, se non sai programmare non hai il controllo di quello che esce fuori e per quanto sembri una figata, dipende se tu su quel sito ci campi o meno. Quindi, bisogna stare all’occhio.
Corretto (si spera) utilizzo dell’IA.
Ora, tu penserai. Facile, faccio la foto, gli do il PROMPT e va là! PI-PI-PU-PA. Foto perfetta. Cazzo ci vuole? Ecco, questa è la più grande cagata che puoi ottenere per utilizzare l’IA e il generatore di immagini, se è quello che ti serve.
FACCIAMO CHIAREZZA
La mia opinione personale. L’IA viene usata principalmente per fare quello che deve fare. Ossia un contenuto in maniera rapida nel più breve tempo possibile. Serve all’azienda, all’influencer e a chiunque deve produrre tanto e in fretta.
Ma questo prodotto ha un costo, sia in termini economici che di energia elettrica. Quindi bisogna massimizzarne l’utilizzo per avere un risultato di qualità che possa accompagnare l’artigiano digitale e non farci sentire in colpa.
Per cominciare e ottenere delle robe decenti, anche un abbonamento CHATGPT GO da otto euro al mese, va più che bene. Ma deve essere addestrato e veicolato nella maniera corretta. Da utilizzare è frustrante e parecchio noioso. Sei tu davanti ad uno schermo che scrivi un testo, incroci le dita e aspetti che esca fuori ciò che avevi chiesto.
Quello che nessuno racconta è la sua omologazione nell’utilizzo di massa. Che vuol dire che se il 95% delle persone che lo usano, si accontentano della prima immagine creata perché la utilizzano per la locandina della sagra del paese. Quello sarà il risultato che ti propone.
Il suo sistema è perfezionato per aiutare l’utente medio. E succede perché i modelli generalizzati si basano sulle richieste di persone comuni che non sono un progettisti, designer o altro. E’ il tuo vicino di casa, il collega che non sa trasformare il Word in un file pdf. Il ragazzino che crea immagini meme da mandare sulle chat di gruppo della classe.
Sicuramente mi dirai. C’è la versione professionale che… non proprio. Ho provato anche con la versione avanzata. Senza le direttive giuste, il risultato non cambia. Produce quantità, non qualità. Poi ovvio che il programma specifico per categoria, ha maggiore possibilità di azzeccarci con meno colpi.
Andiamo al Titolo della newsletter. La forbice e l’IA.
La forbice è il mio strumento prediletto. La affilo, la curo. La controllo. Taglia e separa la carta come un’estensione della mia persona. Se il taglio è storto, ho sbagliato io, non lei.
L’IA è uno strumento che si comporta come un materiale.
Posso avere un pezzo di legno, lavorarlo finemente per creare un anello. Ma se le condizioni, l’umidità nell’aria, la temperatura incidono su una venatura, questo si spezza senza che io possa fare nulla. Perché il legno, come la carta, si dice sono vivi. Sono materiali organici che continuano a subire micro variazioni.
L’IA fa lo stesso. Metti tutto dentro il frullatore. Testo scritto, immagini e altro. Dopodiché quando parte, non si comporta come uno strumento, ma come un materiale. Fa cose e nessuno sa bene in che modo. Vive di vita propria e ti propone un risultato finale. Come andare alla fiera del paese, lasciare la monetina e sperare di vincere la bicicletta.
Detto questo. Oggi ti spiego come la utilizzo. O meglio, come ho deciso di utilizzarla per il momento. Essendo uno strumento che non mi diverte, la applico solo per necessità e sottolineo, come per tutti gli strumenti terzi di cui non si ha il controllo, di fare attenzione. Perché nel momento in cui viene a mancare, poi non siamo più in grado di raggiungere tale risultato.
FASE 1
Dividiamo per step, dato che troppi imput, mandano in confusione il generatore di immagini. Generando l’immagine da zero, ciò che crea sarà sempre una rappresentazione verosimile della foto reale. Anche se gli chiedi solamente di cambiare le luci o migliorare con un filtro la fotografia.
Concettualmente è come guardare il Il tradimento delle immagini di Magritte.
Dicitura sotto l’immagine generata: Questa non è la foto originale, bensì la rappresentazione della foto originale. Direi orgasmico per un artista.
Ora, dirti come creare il Prompt perfetto, a detta mia è uno scivolone. Questo perché l’IA, dopo che ottiene per due volte un risultato decente e sembra aver capito cosa deve fare, comincia a svarionare manco fosse ubriaco per l’accumulo di input in una chat.
Quindi consiglio di spezzare il lavoro. Prima solo una pulizia immagini. Blindare forme, dimensioni, proporzioni, colori, luci. Correggere i difetti che possono mandarlo in confusione su una particolarità del tuo lavoro. Per esempio nei miei modelli, ho dovuto fargli capire che i bianchi delle carte, non sono luci, ma bianchi opachi in contrasto ai lucidi delle protezioni, quindi da mantenere opachi nella rappresentazione finale.
Un bel lavoretto smenoso. Ottenuto un risultato decente. Infine, si salva in memoria come format e ordine preciso.
ATTENZIONE: Le regole prima di arrivare al risultato finale. Ogni due o tre immagini ricominciare il lavoro in una nuova chat. Appena sbaglia più di due volte l’abbiamo perso per sempre e dobbiamo ricominciare. In ogni caso. Anche impostato l’ordine, all’avvio di una chat o nel PROMPT, ricordargli il comando che deve eseguire o l’impostazione con cui deve affrontare l’ordine. Sempre per evitare la regola del 95%.FASE 2
A questo punto possiamo procedere nel montaggio su un personaggio.
Anche in questo caso, specificare formato dell’immagine, specificare quale sia il soggetto. Se il mio soggetto è una collana e non lo specifichiamo, la modella viene la patata della patate, mentre la collana passa in secondo piano e va in dimenticatoio.
Prima rigore assoluto al soggetto, ricostruito in maniera perfetta. Poi al contorno. Tutto ciò che non serve può essere eliminato. Non abbiamo bisogno del volto, si taglia. Serve solo il collo e il seno. Chiediamogli quello. Riduciamo gli input per non fargli fare confusione.
Anche per questa fase serviranno moltissime prove. Perché? Il generatore parte subito montando su modelli di alta moda (nel caso dei gioielli), ma stessa cosa può valere per impostare una sedia in una stanza. Se vogliamo un ambiente rustico, ci proporrà la perfezione dell’ambiente rustico. Quindi se vogliamo la modella acqua e sapone o un ambiente vissuto, dobbiamo specificarlo per evitare l’effetto copertina di Vogue.
Quando abbiamo impostato una sorta di costruzione, pose e realtà, possiamo salvare, con le accortezze specificate prima. Se ti servono foto realistiche, sei già arrivato dove ti serviva.
FASE 3
A questo punto possiamo passare alla creazione del contesto.
Qui puoi sbizzarrirti con la fantasia. Effettivamente si lavora solo per arrivare a questa parte. La follia dove reputi che per montare un orecchino in stile vichingo, lo costruisco su una modella che abbraccia il suo orso da battaglia. Perché no?
La maggior parte delle persone che ama l’IA ti racconta proprio questo, infinite possibilità, che poi quasi nessuno applica. E quando lo fa, esegue male. Perché la difficoltà sta in questo passaggio.
Se la foto fosse realistica, penseresti subito che è fatta con l’IA. Se invece trasli il tutto in un mondo immaginario, composto da grafiche, illustrazioni e cavalchi quell’onda, la gente può pensare che sia una lavorazione grafica. Diciamo, è sopportabile, interessante. Non totalmente fasulla. E’ un rischio, ma penso che oggi sia un rischio che valga la pena esplorare. Sperimentare non è un male, nessuno ti cancellerà dalla lista degli amici pensando che tu sia un traditore della madre patria artigiana.
Anche in questo caso. Una prova alla volta. Come si abbina al mio stile e quanta fedeltà riesce a mantenere sul mio modello originale? Blindiamo il soggetto e chiediamo di inserirlo modificando lo stile grafico del contesto ottenuto precedentemente. Concediamo una minima variazione grafica sul modello per evitare che cozzino troppo e aumentare quel senso di pulizia mentre ci si muove da un universo all’altro.
Puoi crea pagine progetto e caricare i dati e le foto ottenute al suo interno, ma attenzione, sempre ricordando all’inizio di ogni PROMPT, cosa deve osservare ed eseguire.
RISULTATO e CONCLUSIONI
Questo ovviamente dipende da te.
Al momento lo sto usando anche per creare i Post sui social e devo ammettere contro voglia, che sulle statistiche sto ricevendo più visite al profilo con immagini al limite, che con un carosello di foto classico. Sempre modeste, ma comunque hanno risvegliato qualche tipo di attenzione.
Anche se reputi che l’IA e il digitale ti fa schifo e concordo con te, non esistesse internet personalmente non avrei patito, tieni comunque presente che hai la possibilità di fare uso di uno strumento che fino a ieri era inavvicinabile, mentre oggi ti concede di uscire dalla comfort zone senza pensarci troppo.
Perché alla fine, avere un sito, un e-commerce o dei post Instagram accattivanti, era mancanza di mezzi o semplice pigrizia? E lo chiedo da persona che fa parte del Team pigrizia. Come ogni strada inesplorata, tanto vale provarci. Non sei d’accordo? nel nostro strambo modo artigianale, creativo, ingegnoso. Quello che vi piace di più. Artigianato digitale fuori dagli schemi.
CONCLUSIONE DELLA CONCLUSIONE
Allora, per questo articolo sono andato un po’ a ruota libera.
Personalmente sono in una fase dove sto pensando, tanto fare prove e fare cose non costa nulla. Soprattutto se utilizzi i social come catalogo. Sto alternando i contenuti pubblicando video da strada, cercando di non cadere nella classica presa in giro verso me stesso o verso il cliente. Ed è effettivamente complesso da impostare. Perché appena vediamo che un video scemo ha picchi virali, siamo molto tentati di surfare su quell’onda anche noi.
Spero che questo articolo ti possa dare qualche spunto, ricordandoti che esistono ancora dei mezzi gratuiti online a cui appoggiarti, evitando di svenarti per ottenere comunque zero visualizzazioni.
Forse questa settimana provo lo schema opposto. Fare solo POST NO-IA. Scritte su figli e cose simili. Anche perché se pubblichi venti contenuti, il resto sparisce in fretta. Di sicuro non diventerò matto per avere il Profilo IG che spacca!
Gentile amic3 che mi segui, se sei arrivato a leggere fin qui senza bestemmiare, in effetti avrei bisogno di discuterne un po’.
Che ne pensi di questo sposalizio. Artigianato e IA? Perché ultimamente sembra più un scontro morale, rispetto al guardare il risultato della partita.
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