Non odiare Pangram! Benvenuto anche tu nel club degli impostori!
Buongiorno amici!
Aggiornamento per i miei quattro affezionati iscritti.
Che ritorno spettacolare questo fine settimana. Le temperature si sono abbassate e Torino è tornata a vivere. Tutte le persone che sono rimaste nascoste in casa per mesi con il ventilatore sparato in faccia hanno finalmente ripopolato le strade. Qualcuno sarà tornato dalle ferie e la città ha riguadagnato un po’ di quello smalto che sotto il sole di Agosto si secca e sgretola, trasformando Torino in un cretto a griglia, accompagnato dall’odore acre di pantano che risale dal Po asciutto.
Ammetto che non avevo nessuna voglia di ricominciare. In estate a Torino, come per Settembre, le uscite tendono ad essere nel complesso, uno spazio vetrina. Quel periodo dove metti in mostra i pettorali, nella speranza che a Natale le ragazze tornino in massa ricordandosi di te. Per chi produce, la stagione invernale sta già bussando alla porta e non se la prende con comodo.
Difatti il week end è trascorso lento. Sono riuscito in una giornata a chiudere due parole crociate senza schema, di cui una con le incognite. Ho scaricato un’app semplice di disegno, più elaborata di quello che pensavo, dove ho fatto un po’ di schizzi in digitale con le mie ditona. Poi in giornata sono capitombolato dalla seggiolina facendo un tonfo che ha fatto girare tutti i colleghi in Via, visto che il piedino della sedia che si era fuso con il bitume. Eleonora mi aveva avvisato per tempo, ma non sono stato abbastanza reattivo.
Le giornate sono giunte al termine e siamo di nuovo al Lunedì.
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| Disegno fatto con sDraw - Pensavo di rimanere da solo con i piccioni. |
A te invece, che hai aperto per il titolone.
L’argomento che mi è saltato al naso questa settimana, forse perché è rimasto a marinare dentro di me per tutte le ferie, riguarda proprio le lamentele che ho visto in centinaia di articoli su Pangram (L’IA che controlla se il testo è stato scritto da un umano). Inondato da questi articoli piagnucolanti e carichi di rabbia, ad un certo punto ho sorriso sotto i baffi.
Perché ho visto gli stessi schemi del lavoro fisico che hanno distrutto il mercato dei prodotti artigianali, a specchio sui prodotti intellettuali.
Questa è la nota che ho scritto un po’ di getto, te la ripropongo.
Caro amico che odi Pangram!
Ascolta. Pangram è solo una soluzione rapida ad un problema che rimarrà in eterno. Perché come per gli artigiani, il cui lavoro è stato compromesso di peso con l’arrivo di Temu e Shein, adesso anche l’intelletto umano sarà per sempre sotto indagine. Per quanto tu ti possa lamentare mentre qualcuno fa l’analisi in percentuale del tuo lavoro prima ancora di leggerlo, è lo stesso pensiero che ti salta alla mente quando vedi un orecchino su un banco. Ti chiedi, ma sarà una cinesata che mi spacciano come artigianale?
La rabbia che ci portiamo dietro come artigiani, quando veniamo sostituiti con una macchina attraverso gli occhi degli altri, come se l’essere umano avesse dimenticato che è possibile avere i pollici opponibili.
Quella rabbia ora arriva a te che pensavi di essere intoccabile.
Penserai di poter fare finta di nulla. Una fastidiosa sensazione che riappare, ma che puoi tenere sotto controllo. Forse.. Poi qualcuno comincerà a fare video dove si filma mentre scrive, del suo intero processo creativo. Reel dove ci si prende in giro pur di dimostrare di essere un umano al 100%. Sarai combattuto per il prezzo da dare al tuo lavoro, perché ci sarà sempre qualcuno che lo farà a meno. Con un click.
Magari sarai uno di quelli che alla fine rinuncia. Comincerai a pensare. Vabbèh dai, lo fanno gli altri. La posso usare anche io l’IA per scrivere. Oppure continuerai per la tua strada, ma sempre più confuso.
Il vero problema, anche se non ci fosse Pangram, è che ormai esiste il dubbio. Il dubbio che tu sia o meno un impostore. Quello rimane. E quando rimane inquina prima ancora di poter spiegare quello che fai e come lo fai. Arriverà il giorno in cui qualcuno appena leggerà il titolo di un tuo articolo dirà: ah sì, conosco l’argomento, lo scrive anche l’IA di mia cugina!
È brutto, perché prima ha toccato solo chi lavorava con le mani. Ora tocca anche a chi lavora con la testa. Che ti devo dire. Benvenuto nel club.
Ti propongo un’analisi approfondita del mio pensiero, per affrontare il dibattito tra chi usa l’intelligenza artificiale e chi quella naturale, estremisti di idee concettuali.
Oggi vedo online tre tipi di autori.
Il primo, scrive del suo personale bagaglio culturale. Non ha bisogno di fare ricerche più di tanto o scribacchia per svago. Batte ogni parola tasto su tasto e tira fuori un buon articolo. A volte originale, altre meno. Ha il suo stile cresciuto negli anni e si prende il suo tempo per elaborare il testo. Questo amici miei, è il classico artigiano che fa il suo mestiere. Ha il suo prodotto unico e sa come realizzarlo, senza starci troppo a pensare.
Poi arriva quello che usa l’IA per fare le ricerche, controllare le statistiche. Non riesce a scrivere sul foglio bianco, quindi ha bisogno di dettare un testo, richiedere un sunto alla macchina. Non rimane molto convinto, rimaneggia, riscrive, taglia. Equivale all’artigiano che deve comprare i pezzi e poi li decora. Non c’è nulla di sbagliato, sveltisce un po’ il lavoro. Eppure sappiamo tutti che senza quei supporti, non riuscirebbe a tirare fuori il coniglio dal cilindro.
Infine arriva l’uomo contemporaneo. Basta l’idea. Ricerca, scrittura, testo. Copia e incolla. Come acquistare le perline, il filo e dare il tutto in pasto alla macchina che monta i nodini. Prodotto rapido, perfetto, elegante. E soprattutto uguale a quello di altri dieci banchi, cento negozi, mille e-commerce. Se la tua grande idea consiste nel scegliere l’abbinamento e colore delle perline, io rifarei una valutazione sul tuo operato.
Eppure questi tre autori, sono tutti convinti di fare la stessa cosa, nello stesso modo. Questo è il medesimo dibattito che si presenta tra artigiani da anni. E se provi a sottolineare le differenze, ognuno ha la sua giustificazione che chiude il cerchio e toglie ogni dubbio sul proprio lavoro. Chi produce tutto a mano odia chi monta i LEGO, chi assemblea i pezzi è convinto che l’IDEALISTA non abbia voglia di pagare le bollette.
Nel mio articolo, Come definiamo se un prodotto è davvero artigianale?
avevo raggiunto la stessa soluzione di Pangram. Possiamo provare a ragionare quanto un prodotto sia veramente artigianale cercando una sua quota di artigianalità. Con il fine di capire quanto un autore sia davvero parte della sua opera, anche se non lo sapremo mai con certezza. Pangram in questo contesto è stata solo una soluzione per ritrovare rapidamente la fiducia negli autori e per evitare danni alla piattaforma che li ospita.
Eppure il dramma, è che ormai il danno è fatto. Da quando si può scrivere con l’IA, si è insediato il dubbio che qualcosa possa non essere realizzato da chi lo propone e ci si sente truffati. Privati della fiducia che avevamo riposto nell’autore.
La soluzione ideale per recuperare il rispetto del lettore, consiste nell’aiutarlo a decifrare in maniera autonoma se il testo che ha di fronte è stato scritto da un essere senziente o generato da un ingranaggio. Così da decidere egli stesso dove comincia e finisce la firma dell’autore. Ma hai presente che tipo di lavoro ci sarebbe dietro? Insegnare a qualcuno ad essere in grado di visualizzare in toto schemi di stesura, sintassi, analisi logica e tutto quel processo di scrittura che ti farebbe scendere la gocciolina di sudore freddo durante un’interrogazione di grammatica alle medie?
In sintesi, se ti stai chiedendo quale sarà il destino della scrittura e degli autori, ti consiglio di riguardare il percorso del lavoro artigianale negli ultimi vent’anni. E di prepararti. Perché anche se non sei un esperto, avrai percepito chi ha vinto lo scontro tra artigianato e consumismo.
Questa rivoluzione industriale del pensiero va ancora più veloce e non si ferma.
Ed è valido in qualunque ambito umano e creativo, appena si crea un precedente è come un fiume in piena impossibile da arginare. Guarda il caso dell'artista Giselle, con il tormentone dell’estate Dimanche midi pile. Video realizzato con l’IA. Artista assente. Possibile canzone generata. Eppure un pezzo commerciale ben riuscito. Per me che non capisco nulla di musica, ne avrei ascoltate altre cento e le avrei trovate molto gradevoli. Si cerca di bloccare tutto, ma il disastro è imminente.
Perché i problemi di questo nuova fase digitale sono solo all’inizio, non finiscono certo qui. Se ieri un artigiano si stava solo preoccupando di creare un prodotto originale, oggi online può venire rimaneggiata l’intera proprietà intellettuale delle foto, ricreato il prodotto per intero e spacciato a prezzi stracciati. Se avevi anche creato il tutorial per fare numero di like, si rivelerà la mossa più controproducente mai immessa sul mercato. Che tipo di nuova truffa organizzata potrebbe aprirsi tra un paio di anni per la scrittura o altri ambiti?
Alla fine la facile produzione potrà essere vista come il demonio, ma entrerà in qualche modo nella normalità quotidiana. Quella che a un certo punto sarà semplicemente giustificata con un alzata di spalle e un “A me comunque piace”.
E se sei uno di quelli che di fronte ad una bancarella pensi di sapere già tutto prima di fermarti, lì forse, dovresti riflettere.
Perché anche se tu fossi il miglior scrittore d’Europa, verrai ripagato con la stessa moneta. Daranno per scontato che la tua merce sul banco, non sia tanto diversa da quella del cinese all’angolo della strada.
Questa riflessione non è un testo per convincerti sull’accettare Pangram come strumento. Non è un giudizio incontestabile. E’ un’analogia da chi sensazioni del genere le vive da anni.
Con l'avviso che per recuperare quella dignità che avevi ieri, la strada sarà lunga, tortuosa e piena di errori. In cui i danni dei singoli cadranno a pioggia su tutti, cavalieri della penna o amanti della voce digitale.
E con questo chiudo.
AVVISO PER IL TORINESE:
Per non perdere quel pizzico di ironia delle mie newsletter. Torino non perdona. Se hai imparato che devi lucchettare entrambe le ruote, ricordati di prendere in mezzo anche il telaio della bici.
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Settimana prossima mi trovi in Via Garibaldi.
Venerdì, Sabato e Domenica.
- Stefano
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