#00 Cosa trovi nella rubrica dell'ingegno.
Cercando di costruire uno spazio per crescere insieme.
Benvenuti,
ti starai chiedendo come mai abbia inserito un articolo zero. Un’introduzione generale, ma anche una spiegazione pratica del motivo per cui sto realizzando questa rubrica.
Quando ho deciso di avviare il progetto FUORIEPOCA, un po’ per passione, un po’ per disperazione, rabbia e voglia di rivincita nei confronti del mondo, per prima cosa ho cercato di informarmi e capire come muovermi. Avevo un’idea in testa, ma troppe strade da seguire. Non avevo ancora definito il mio stile, da dove mi sarebbe piaciuto cominciare e dove andare a parare quando sarebbe stata l’occasione di portare i miei prodotti sul mercato, anche se in un contesto contenuto.
So che fa ridere, l’idea di un grande progetto concentrato in una bancarella su ruote, con un’esposizione da due metri lineari. Tutti sognano in grande. Io mi sono sempre limitato a sognare in piccolo, scardinando la realtà fittizia e i grandi numeri che ci vediamo sparaflashati dallo schermo, con l’idea di creare quello spazio di ritrovo dove si passa a salutare, ci si ferma a fare due chiacchiere. Si offre un piccolo servizio di comunità per riprendere il contatto con le persone.
In ogni caso, il problema che ho riscontrato fin da subito è che libri, forum e blog che parlano di artigianato artistico, hobby e similari sono nel complesso, molto teorici e poco pratici. Anche con presupposti sballati. Errate definizioni per il calcolo dei prezzi, consigli sull’impostazione del banco, creazione del prodotto, il tutto condito da controverse visioni del mercato artigianale in un periodo storico sovrastimolato dalla possibilità di esprimere ognuno la propria opinione.
Per quanto la mia esperienza sia breve e agli inizi, sto costruendo un percorso graduale esplorando di volta in volta vari aspetti della realtà del lavoro manuale, direttamente per strada, sulla mia pelle. La migliore palestra del mondo.
Questa rubrica serve appunto a ragionare insieme sui vari aspetti del lavoro, che possono diventare sia dei blocchi insormontabili, che delle dure realtà da ingoiare e digerire per poter proseguire senza frustrazioni. Offrire a chi vuole intraprendere un percorso o un progetto, un pensiero diverso, analitico. Ma con i piedi per terra. Per aiutare a scrollarsi di dosso quelle paure che minano la fiducia e ci fanno sentire sempre come se stessimo viaggiando con il freno a mano tirato. Detto tra di noi. Sono i consigli e le tematiche che avrei voluto affrontare e leggere prima di lanciarmi in questa avventura.
Se hai già visionato gli articoli introduttivi - #01 #02 #03 #04 -, per quel che mi riguarda, dovresti esserti fatto un’idea generale del panorama e acquisito alcuni strumenti logici utili ed avere la sicurezza di muovere i primi passi senza ansia. Non offro una soluzione incontestabile, né una ricetta per risolvere i problemi, ma un approccio nuovo di guardare la realtà. Non solo materiale grezzo per chi produce, ma se sei un curioso, un’appassionato o un sostenitore, anche per regalarti un modo diverso per osservare il lavoro artigianale artistico, come un’opera d’ingegno.
Ripeterò all’infinito che per me le terminologie sono solo il miglior mezzo per definire qualcosa. Quindi alla fine troverai mille volte termini come artigiano e artigianato, anche se sembra siano diventate la nuove parole tabù in Italia, ma per i piccoli non usarle rischia solo di lasciare le frasi incompiute o di difficile comprensione per il lettore.
Al momento troverai APPUNTI SPARSI DA UNA BANCARELLA.
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Se invece è la prima volta che mi incontri sulla tua strada, vado a riassumere gli articoli che poi potrai approfondire, per spiegarti la sequenza di ciò che ho costruito.
Il primo articolo affronta la definizione stessa di artigiano, cercando di superare le etichette spesso utilizzate in modo superficiale. Essere artigiani non significa semplicemente produrre qualcosa con le proprie mani, ma costruire un rapporto coerente tra competenze, progettazione, responsabilità e identità personale. Definire la parola significa anche definire sé stessi e quale ruolo scegliamo di occupare. Ricordandoci che non necessariamente sentirci rappresentati da una pluralità di definizioni debba essere considerato un problema da risolvere.
Da questa riflessione nasce il secondo articolo, dedicato alla Teoria dell’Ingegno. Per me l’ingegno mette in relazione esperienze, conoscenze e competenze differenti acquisite per allestire il nostro lavoro e formularlo in un linguaggio personale. Non è un talento innato riservato a pochi, ma una struttura mentale che cresce attraverso il percorso personale e diventa uno degli strumenti più importanti per affrontare la fase progettuale e risolvere le difficoltà che si presentano man mano. Per rendere davvero ogni progetto, unico.
Il terzo articolo si concentra invece sul prodotto, chiedendosi quanto un oggetto possa essere definito realmente artigianale. La risposta non si limita alla lavorazione manuale, ma considera l’insieme delle scelte che lo hanno generato: progettazione, materiali, processo produttivo, coerenza con l’identità di chi lo realizza e intenzione progettuale. Il prodotto diventa così il riflesso del suo autore e del sistema che lo ha costruito.
L’ultimo articolo amplia lo sguardo all’intera attività, analizzando il rischio di affidare il proprio futuro ad un unico canale di vendita. Mercati, negozi, piattaforme online e social network rappresentano strumenti preziosi, che possono trasformarsi in elementi di dipendenza se diventano l’unica base su cui poggia il nostro progetto. Costruire un’attività sostenibile significa invece sviluppare un’autonomia e mantenere il controllo del proprio percorso, senza lasciare che siano altri a determinarne la stabilità e offrirci strumenti non allineati alle possibilità economiche o personali in cui si trova al momento il nostro progetto.
Se stai muovendo i primi passi nel mondo dell’artigianato, confido che l’approccio di questi articoli introduttivi aiuti ad avere elementi sufficienti per poter osservare il contesto in maniera più ampia, rispetto ad una lista delle cose che potreste o non potreste fare. Prendersi la libertà di pensare: “Ok, allora mi posso fermare un attimo, tirare il fiato, ragionare su chi sono e cosa sto facendo”. Senza sensi di colpa o rendendo la frustrazione il nostro pane quotidiano.
Invece come appassionato esterno o semplice curioso, può aiutarti a riflettere che dietro ogni progetto, bancarella o banchetto da fiera, trovi persone che hanno studiato, si sono rimboccate le maniche e stanno cercando di rendere una passione un lavoro con un progetto in cui hanno investito anni di esperienza. Non da vedere necessariamente come un punto di arrivo, ma un inizio, dove puoi avere accesso a prodotti pensati, di qualità e ad un prezzo eccezionale.
Infine, nella newsletter settimanale del Diario di Viaggio, troverai appunti, riflessioni, ragionamenti. A volte saranno stupidate, altre rimanipolazioni della realtà per portare a casa il sorriso. Potrebbe essere utile per cogliere intuizioni dalla strada, può intrattenerti quando ti senti solo e nello sconforto se la Domenica è girata male.
L’accesso agli articoli è gratuito. Questo perché credo nella crescita artigianale tramite condivisione del sapere ed educazione del cliente. Non un’impresa da singolo eroe, ma una battaglia da condividere mantenendo salda la testuggine. Se conosci altri maker, artigiani, artisti indipendenti e pensi che questa pubblicazione possa essergli d’aiuto, ti chiedo di condividerla e farla girare.
Inoltre sto cercando anche persone disposte a lasciare una testimonianza. Non per farsi pubblicità, ma che siano disponibili a raccontare la propria esperienza in veste anonima. Essere così liberi di condividere cosa ha funzionato nel proprio progetto o cosa ha fatto cedere le gambe prima di cominciare. Spero un domani di poter aprire anche questa sezione da condividere con voi lettori. Per imparare insieme dagli errori.
Per gli articoli successivi ci saranno parti dedicate alla sezione economica, creazioni del prodotto, tempi di lavorazioni. In sintesi, come guadagnare senza bruciare per intero il tuo capitale. L’accesso sarà limitato, sia per una questione etica, che professionale. Valuterò di volta in volta come gestire l’accesso a questi contenuti.
Adesso però basta parlare di questa rubrica. È il momento di metterla alla prova. Ti ringrazio per il tuo tempo quando lo dedichi alla lettura dei miei scritti.
Spero che tu abbia piacere di iscriverti. Se no come sempre. Ci incontreremo per strada, quando capita.
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